Per essere connessi non sono necessari 5G… ne bastano 3G!

Pubblicato da Matteo Ingrassia il

Tranquilli! Non voglio entrare nella diatriba che riguarda le ultime tecnologie di comunicazione mobile! Le 3G indispensabili di cui parlo sono quelle che Gesù ci indica nel Vangelo di domenica prossima (Lc 6, 39-45): Guidare, Giudicare e Generare.Tre criteri per stare in connessione vera con gli altri! Vediamo un po’…

  • GUIDARE

Il Vangelo ci propone subito due domande provocatorie di Gesù alla folla:

 “Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutt’e due in una buca?” (v. 39).

Il cieco nella Scrittura non è semplicemente uno che non ci vede, ma colui che non conosce la strada su cui sta camminando. Non conosce né se stesso, né gli altri, né Dio. È uno che è perennemente disorientato e triste perché incapace di trovare senso. È cieco chi è preso da un individualismo e egocentrismo esasperato. Non di rado questi ciechi hanno la presunzione di poter essere guide, influenzer, punti di riferimento per altri. Ma dove può condurre chi non sa dove sta andando?

Solo chi conosce la verità su di te ed è la via giusta per te può condurti alla meta buona. Uno solo è il Maestro, Gesù, e solo chi si lascia guidare da Lui può diventare guida per altri. Prova a chiederti: chi è la mia guida e dove mi sta conducendo?

“Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei” direbbe qualcuno.

  • GIUDICARE

Una terza domanda di Gesù introduce il secondo verbo che ci è proposto:

“Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non t’accorgi della trave che è nel tuo?” (v. 41)

Siamo strani, abbiamo occhi di falco per vedere i difetti del prossimo e spesso siamo talpe per i nostri! Di frequente condanniamo nell’altro ciò che non riusciamo ad accettare di noi stessi. Chi giudica in modo spietato, normalmente è il più abile ad autogiustificarsi! Se noti la pagliuzza nell’occhio dell’altro è perché la tua vista è viziata dalla trave che nel tuo. Questo sguardo malato non cura né l’altro né te.

Il collirio della misericordia, con cui Gesù guarda l’altro e guarda te, può sicuramente svelarti prospettive nuove. Scoprirai che “Siamo tutti sulla stessa barca” e solo insieme e guidati da un Altro possiamo arrivare al porto sicuro.

  • GENERARE

Più avanti poi  Gesù prosegue con una affermazione direi ovvia:

“Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto” (V. 44).

Può un albero cattivo diventare buono? Ci verrebbe da dire subito: no! È invece non è proprio così. Sono figlio di contadini e so che questo cambiamento è possibile se l’albero si lascia innestare. Una natura fruttifera può attecchire sull’albero infruttuoso. Non importa qual è la tua radice originaria, ma importa quanto ti apri alla novità buona che l’Agricoltore vuole per te! Non importa da dove vieni, ma dove decidi di lasciati condurre. Nessuno è arrivato, ma tutti abbiamo bisogno di lasciarci coltivare. Ti devi fidare di chi ti propone potature necessarie e concimi indispensabili. Una nuova forza generante scoprirai in te.  Produrrai frutti che forse neppure tu speravi. Ma in tutta onestà, che frutti stai producendo? Se la risposta non ti piace, non arrenderti, si può sempre cambiare; ma non accontentarti, sprecheresti la tua vita! Lasciati guidare dal vero Maestro, lasciati giudicare dal suo sguardo di misericordia, lasciati coltivare da Lui; ti scoprirai guida lucida, compagno di cammino sicuro e albero fecondo per nutrire altri. Ti troverai capace di una fraternità nuova; sarai connesso agli altri in modo inedito… bastano 3G!


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