Per brillare di nuova luce

Pubblicato da Matteo Ingrassia il

L’incoraggiamento a “brillare di luce propria” attraversa moltissime delle pagine motivazionali del web; tutte invitano a fare leva sulle proprie capacità, il proprio impegno, l’energia interiore. Ma come e fino a che punto siamo veramente capaci di fare questo? Basta la buona volontà? Tante volte davanti alle difficoltà ci stanchiamo, ci scoraggiamo, continuamente ci vediamo insufficienti e alla fine molliamo. Come fare allora per brillare nella vita?

L’episodio che il Vangelo di questa seconda domenica di Quaresima (Luca 9, 28-36) può dare risposta a questo dilemma. Ciò che ci propone è curiosamente un evento di luce: Mentre Gesù è in preghiera su un monte, la sua persona comincia a risplendere come il sole davanti ad alcuni dei suoi discepoli. Ma perché?

Gesù ha

cominciato il suo cammino verso Gerusalemme e li vivrà l’esperienza dolorosa della croce e della morte. Sarà un momento difficile per i suoi discepoli: la gloria del grande profeta, dell’operatore di miracoli e di risurrezioni, sparisce dietro un volto sfigurato e privato di ogni dignità. Come poter credere ancora in lui ormai morto?

Gesù vuole preparare a momenti così terribili i suoi discepoli proprio attraverso l’esplosione di luce narrata nel Vangelo. Gesù mostra la sua gloria, la sua luce di Figlio di Dio. Essa riempie la sua umanità e attraverso di essa illumina il mondo.

Gesù anticipa quella esplosione di luce che potranno rivedere nella sua risurrezione e che devono imparare a riconoscere anche quando sarà nascosta dietro il volto sofferente del Crocifisso. In altre parole, Gesù spoilerizza il finale perché nel momento doloroso della trama i suoi non perdano la speranza! Mosè, il grande legislatore di Dio, ed Elia, il più grande dei suoi profeti, discutono proprio con Gesù del “suo esodo” come dice il Vangelo, parlano cioè della sua pasqua di morte e risurrezione.

Una esperienza talmente sconvolgente ed esaltante che i discepoli non vogliono più scendere dal monte:

“Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elìa»”.

Ma il Vangelo dice che “Egli non sapeva quello che diceva.”. Ma perché? Cosa c’è di male?

Pietro non ha ancora capito che il viaggio deve continuare perché l’esodo che Gesù compirà a Gerusalemme permetterà anche a Pietro e a tutti i discepoli di ogni tempo di poter brillare della stessa luce del Maestro.

La luce del Figlio di Dio che vediamo sul monte è, infatti, per tutti quelli che credono in Lui e partecipano della sua morte e risurrezione attraverso il battesimo e la vita di Fede. Anche la tua umanità può risplendere della stessa luce di Gesù. Allora accogli l’invito della voce del Padre nel Vangelo: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!». E se questa luce non è immediatamente visibile, se è nascosta dalla debolezza, dalla prova, dalla malattia, non temere!

Sei fatto per brillare di questa luce,… non “di luce propria”, … ma della luce di Dio!


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