Il soffitto di cristallo: la strada tortuosa delle donne verso la cima

Pubblicato da Centro Pathos il

Secondo i dati Istat nel 2019, in Italia, solo il 28% delle cariche manageriali erano ricoperte da donne. In Europa nessun Paese raggiunge la soglia del 50%.

Ma perché è così difficile, per il genere femminile, raggiungere posizioni di potere?

L’espressione “soffitto di cristallo”, coniata negli anni ’70, indica la barriera invisibile, innalzata dai pregiudizi circa il ruolo subalterno assunto storicamente dalle donne, che ostacola e/o impedisce loro di raggiungere i vertici delle aziende.

Lo stereotipo vede l’uomo come competente, ambizioso ma poco incline alla cura e all’emotività, la donna invece è, secondo lo stesso, empatica, sensibile, altruista ma poco competente e con limitate ambizioni di potere.

Quando lo stereotipo viene violato consegue spesso una penalizzazione sul piano lavorativo e sociale: se la carriera è importante e vuoi raggiungere posizioni di potere, per gli altri risulti meno sensibile ed attenta sul piano relazionale.

Secondo alcune ricerche, gli uomini vengono tendenzialmente considerati più affidabili e, durante la selezione del personale, i criteri di assunzione vengono “adattati” al fine di esercitare una sistematica preferenza per gli stessi. Questo nonostante gli studi abbiano evidenziato che il genere femminile non mostra alcuna carenza nelle competenze manageriali rispetto al corrispettivo maschile.

Fanpage ha spiegato il fenomeno in modo molto chiaro nel video che segue

https://www.youtube.com/watch?v=VmQPh0z1gdo

Possiamo contrastare le disparità legate agli stereotipi?

Il percorso è lungo e pieno di ostacoli, ma non impossibile. È necessario partire dall’educazione dei bambini all’interno delle famiglie: è infatti dimostrato che chi è cresciuto in ambienti familiari in cui non vengono incoraggiati stereotipi di genere, è meno incline a discriminare in base ad essi.

Ma ciò non risulta comunque sufficiente senza un lavoro sul piano sociale, politico, mediatico.

Rendere visibile la discriminazione, parlarne e cercare di contrastare i modelli culturali distorti su cui la stessa si basa, può essere un piccolo ma efficace passo verso un cambiamento positivo.

 

Centro Pathos ringrazia la collaboratrice Noemi per la stesura dell’articolo.


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