Come siamo davvero? Tra Ombra e Persona

Pubblicato da Centro Pathos il

Nelle ultime settimane la nostra associazione è stata protagonista di un percorso introspettivo chiamato “Abbràcciati”. Il percorso aveva come obiettivo quello di invitare i membri ad abbracciare le proprie insicurezze e le proprie ombre e ad accettare anche i propri lati più oscuri e più rifiutati. 

Ma che significa abbracciare le proprie ombre?

Ombra è un concetto sviluppato dallo psicoanalista Jung, secondo cui è ombra tutto ciò che respingiamo nell’inconscio per paura di non essere accettati dalle persone per noi importanti.

L’ombra inizia a formarsi già nei primi anni di vita e nasce proprio dai rimproveri e dall’educazione impartiti dalle figure genitoriali. Per paura di deludere i nostri genitori o le persone a noi care abbiamo iniziato ad evitare determinati comportamenti che avrebbero potuto farli arrabbiare, intristire o farci provare vergogna. Siamo stati quindi costretti a soffocare i nostri impulsi per adeguarci alle regole del nostro ambiente. Abbiamo imparato a non dare preoccupazioni, a non piangere, ad essere forti, a non esprimere i nostri sentimenti, abbiamo imparato che la rabbia non va espressa, che non si grida, che non bisogna chiedere, che bisogna sempre essere a disposizione degli altri, che non  bisogna mai perdere il controllo… potremmo elencare milioni di cose ma in sintesi va nell’ombra tutto ciò che vorremmo esprimere ma che soffochiamo perchè “non va bene”.

Per esempio, quante volte vi è capitato di voler mandare a quel paese qualcuno ma per educazione avete risposto con un bel sorriso di circostanza? Ecco, quella parolaccia non espressa è andata dritta dritta nell’ombra. 

A un certo punto però, tutti questi impulsi che abbiamo represso nel corso della vita diventano talmente tanti che non riescono più a stare buoni buoni nell’ombra e chiedono di uscire alla luce. Quindi iniziamo ad essere più irascibili, non riusciamo a trattenere quella parolaccia, non riusciamo a trattenere quel pianto, non riusciamo a fare qualcosa senza chiedere aiuto, non riusciamo a non trattenere il grido di rabbia quando rimproveriamo qualcuno, veniamo colti da accessi di rabbia improvvisi e incontrollabili che non riusciamo a spiegarci. Ci ritroviamo quindi a pensare “Accidenti , non sono più la stessa persona, in me è avvenuto un cambiamento” e ci disperiamo. 

In realtà c’è un’altissima probabilità che sia solo la nostra ombra che chiede di essere espressa. Abbiamo passato la nostra intera esistenza ad essere come dei Dottor Jekyll che cercano di nascondere il proprio Mister Hyde o dei Dottor Banner che cercano di nascondere il proprio Hulk, ma adesso Jekill e Hulk non ne vogliono proprio sapere di starsene buoni perchè sono parte di noi e non vogliono essere nascosti.

Ma se l’ombra è parte di noi, allora siamo delle persone cattive?

No, siamo esseri umani e in ognuno di noi c’è luce e c’è oscurità.

E allora come si fa?

Come dice Silente, si accende la luce. Ci si guarda dentro e si cerca di fare pace con sè stessi, di darsi il giusto equilibrio e si cerca di non essere solo bianco o nero ma di dare vita a tutte le sfumature che compongono la nostra persona senza sentirci in colpa e trovando la giusta via d’espressione. Il nostro Hulk non deve “spaccare” ma deve saper esprimere le proprie emozioni nel modo giusto, senza reprimerle ma senza nemmeno ferire gli altri. Non è una cosa semplice, è una cosa che richiede un lungo lavoro di conoscenza e accettazione di sè. 

Sì va bene, belle le parole, ma come la accendo questa “luce”?

Lo psicologo potrebbe essere la torcia che ci aiuta a fare luce e decidere di chiedergli aiuto ci aiuta ad abbattere le prime ombre che impregnano il nostro inconscio, come: “No, dallo psicologo ci vanno solo i pazienti psichiatrici!” (<- leggenda metropolitana, è l’esatto contrario. Se volete un articolo sullo stigma che riveste la psicologia e l’andare dallo psicologo fatecelo sapere nei commenti.)

Dobbiamo trovare il coraggio di essere noi stessi a 360° adeguandoci sì ai contesti, ad avere rispetto ed educazione, ma ad essere sempre noi senza stravolgerci e senza cadere in estremismi positivi o negativi. 

Citando la serie TV del momento: “Non perderla mai, Mercoledì, la capacità di non farti definire dagli altri” e aggiungerei nemmeno di farti definire esclusivamente dal tuo Jekill o esclusivamente dal tuo Hyde.

 

E a te quante volte è capitato di pensare o fare cose che “non erano da te”? Ti hanno suscitato piacere o disprezzo? 

 

Per ogni dubbio o voglia di confrontarsi vi aspettiamo nei commenti o in chat.

 

N.B: Il percorso “Abbràcciati” e tante altre attività saranno riproposti dall’associazione a partire dal prossimo anno, quindi restate collegati ai nostri canali per essere sempre aggiornati.

 

Questo articolo è stato scritto in collaborazione con Ilenia Adelfio.


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